Estratto tesi di laurea di Irene Guarrera (girasoli)

riceviamo e volentieri condividiamo la tesi di laurea della nostra amica Irene Guarrera (girasoli) a cui vanno i nostri complimenti

estratto tesi di laurea di Irene Guarrera (girasoli)

[…] Se pensiamo alla tradizione, a quali forme essa assume oggi, sicuramente non possiamo non mettere a fuoco differenze geografiche considerevoli, che vedono scenari completamente diversi a seconda della vastità del centro abitato e della storia che lo caratterizza. Una metropoli di tre milioni di abitanti, caratterizzata da una storia così antica e densa di avvenimenti, come Roma ad esempio, avrà un rapporto con la tradizione totalmente diverso da quello che si ritroverà in un piccolo paese. A Roma troviamo un panorama vasto e differenziato per quanto riguarda l’immaginario del tradizionale, che vede la preponderanza estetica della storia dell’impero romano in tutta la sua magnificenza, in compresenza con l’idea di “romanità”, quell’immagine del romano pronto alla battuta “terra terra” stile Alberto Sordi, al piatto di “strozzapreti alla romana”, insomma a questa o quella cosa “tipica” che si può trovare in certi luoghi. Se invece ci si appresta a parlare di tradizione a Bortigali, piccolo paese dell’entroterra sardo vicino Nuoro, di milletrecento abitanti circa, l’immaginario culturale è “più reale che immaginario”: le feste di tradizione ultracentenaria sono legate a rituali religiosi spesso partecipati da tutto il paese e dai paesi vicini, dai bambini agli adulti, feste in cui non solo si valorizza la cucina tipica del luogo, ma anche le sue tradizioni artistiche e canore(1) . Sarà poi da notare come il ballo tipico sardo, anch’esso tradizione antica collettivamente conosciuta, è insegnato con passione ai bambini. Lo svolgimento di feste e di iniziative finalizzate alla coesione sociale attraverso il riconoscimento reciproco all’interno della tradizione, è incoraggiato dalle istituzioni regionali e comunali sarde, a livello di norme, patrocini, sostegno economico […]

(1) In particolare vi sono dei cantori “a cuncordu” e dei cantori “a tenores”, due differenti generi di canto maschile sardo

Ringraziamenti
E’ impossibile non ringraziare tre persone fondamentali per questo lavoro: la professoressa Roselli, per la sua fiducia e pazienza; l’assistente sociale Rosa Ilardi per la sua sensibilità, energia, dedizione; mia sorella Margherita che mi ha prestato il computer.
Tante altre persone mi hanno sostenuto e mi sono state vicine. Li ringrazierò a voce perché faccio prima.
Ringrazio qui i gruppi, i collettivi, gli spazi sociali e le associazioni che mi hanno mostrato come sia possibile la crescita collettiva, la ri-creazione culturale, la responsabilizzazione reciproca. Anche questi sono tantissimi, mi limito a citare L’A.I.S. Seguimi onlus, lo spazio sociale 100celleaperte, il Grande Cocomero, l’associazione Danze di Piazza Vittorio, il coro Sas Enas, il Brancoro, le Funambole.

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