Su Mundu Intreu… Domo Mia… 25 agosto 2019

Delle volte le storie si afferrano raccontandole,  seguendo spaccati  di vita, spesso sono pensieri che si sviluppano nello stesso momento in cui  scriviamo, altre volte viene la voglia di farle diventare qualcosa, darle una forma…

Cosi un giorno qualunque, accade che un “filo sonoro” annoda un gruppo di uomini di un piccolo borgo dell’entroterra sardo ad un gruppo di donne e uomini di una metropoli dell’entroterra laziale…

succede, come può succedere nella logica delle cose, che quel filo vuol dare forma e gambe ad una riflessione, ad un idea e, perché no, ad un sogno! Fosse anche “solo”quello di un mondo senza confini…

… e senza mai provare prima (e senza un soldo) siamo partiti… e, nel caso di uomini e di donne, (quelli con la coscienza) la musica sembra voler comunicare la sua voglia di salpare, di provare a liquefare la sua essenza con l’altro, per far nascere qualcosa di nuovo…

e poi, quasi senza accorgerti, ti ritrovi nel mare aperto… ora la tua bussola è quel “filo sonoro” che oscilla come fosse il suo ago fra una “disispirada”, canti di lotta e libertà, sonorità Country e un “Istudiantina”, arpeggi di chitarre e ricami di flauti che racchiudono versi e canzoni, che parlano di uomini e soldi, di sogni infranti, di muri innalzati come scudi, di mari e macerie… e nel proseguo del viaggio sembra di vedere quel confine fra cielo e terra, quella linea che non sta ferma mai, cosi come succede alla musica,  che è movimento e si arricchisce del dissimile e di ciò che ci circonda… si sposta, ritorna , “migra”… volge il suo sguardo verso altri luoghi e altre civiltà, disegna e favorisce nuove emozioni e prova, continuamente, ad essere di esempio per quella che dovrebbe essere la nostra predisposizione nei confronti del “partire”…

Probabilmente qualche volta basterebbe rimanere in silenzio e prestare attenzione a ciò che la musica ha da comunicare per provare ad essere degli uomini migliori…

Un giorno qualunque su questa barca, annodati a quel filo, si sono ritrovati:

Giuseppe Contini, cantigos a chiterra; Luciana Manca, voce e chitarra; Kristina Jacobsen, voce e chitarra; Silvia Papa, tumbarinu de S.Maria; Irene Guarrera, chitarra; Peppino Cuccu, voce narrante; Antonello Ledda, chitarra; Michela Calabrese, flauto traverso; tutti noi di Sas Enas e tutti voi, donne e uomini di Brancoro con una strepitosa Mara Calcagni. GRAZIE!!!!!!!!

p.s. un ulteriore grazie a tutte quelle persone che hanno messo a disposizione le proprie case, a quelle che sono venute a sentire, ed a quelle che nei giorni seguenti ci hanno incoraggiato…

Sotziu Sas Enas

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