Pensieri e Ringraziamenti

in occasione di: “A Cuncordu in sos muristenes”, “Su Mundu Intreu”, “Boghes de Pedde”… agosto e settembre 2019

 A Cuncordu in sos Muristenes – 14/09/19

e tando tue cantas ca sa musa ti ghiat in chelos de ermosuras,

ca ses poeta e cantas

ca ses poeta e cantas

cantas po dare bramas a su coro, cantas, ca cantat totu sa natura”…

                                 (Antoni Pes, Bortigale, 1936-2013 )

Cun custas rimas de tziu Antoni torramos gratzias po sa die de “a cuncordu in sos muristenes”  a:

operajos de S.Maria; Coro de Bosa; Cuncordu de Cheremule; Traggiu Billia Murone, Tresnuraghes; Tenore Supramonte de Orgosolo; Kristina Jacobsen, New Mexico; Tziu Peppe Contene; Zuseppe Contene; Antoni Idile e Tenore Santu Padre de Bortigale; Antiogu Mattana, Abbasanta, Sarbadore Culeddu, Bono

 e a tottu sa zente chi nos a postu fatu.

A medas annos….

“Sotziu Sas Enas”

 “Su mundu Intreu…” – 25/08/19

Delle volte le storie si afferrano raccontandole,  seguendo spaccati  di vita, spesso sono pensieri che si sviluppano nello stesso momento in cui  scriviamo, altre volte viene la voglia di farle diventare qualcosa, darle una forma…

Cosi un giorno qualunque, accade che un “filo sonoro” annoda un gruppo di uomini di un piccolo borgo dell’entroterra sardo ad un gruppo di donne e uomini di una metropoli dell’entroterra laziale…

succede, come può succedere nella logica delle cose, che quel filo vuol dare forma e gambe ad una riflessione, ad un idea e, perché no, ad un sogno! Fosse anche “solo”quello di un mondo senza confini…

… e senza mai provare prima (e senza un soldo) siamo partiti… e, nel caso di uomini e di donne, (quelli con la coscienza) la musica sembra voler comunicare la sua voglia di salpare, di provare a liquefare la sua essenza con l’altro, per far nascere qualcosa di nuovo…

e poi, quasi senza accorgerti, ti ritrovi nel mare aperto… ora la tua bussola è quel “filo sonoro” che oscilla come fosse il suo ago fra una “disispirada”, canti di lotta e libertà, sonorità Country e un “Istudiantina”, arpeggi di chitarre e ricami di flauti che racchiudono versi e canzoni, che parlano di uomini e soldi, di sogni infranti, di muri innalzati come scudi, di mari e macerie… e nel proseguo del viaggio sembra di vedere quel confine fra cielo e terra, quella linea che non sta ferma mai, cosi come succede alla musica,  che è movimento e si arricchisce del dissimile e di ciò che ci circonda… si sposta, ritorna , “migra”… volge il suo sguardo verso altri luoghi e altre civiltà, disegna e favorisce nuove emozioni e prova, continuamente, ad essere di esempio per quella che dovrebbe essere la nostra predisposizione nei confronti del “partire”…

Probabilmente qualche volta basterebbe rimanere in silenzio e prestare attenzione a ciò che la musica ha da comunicare per provare ad essere degli uomini migliori…

Un giorno qualunque su questa barca, annodati a quel filo, si sono ritrovati:

Giuseppe Contini, cantigos a chiterra; Luciana Manca, voce e chitarra; Kristina Jacobsen, voce e chitarra; Silvia Papa, tumbarinu de S.Maria; Irene Guarrera, chitarra; Peppino Cuccu, voce narrante; Antonello Ledda, chitarra; Michela Calabrese, flauto traverso; tutti noi di Sas Enas e tutti voi, donne e uomini di Brancoro con una strepitosa Mara Calcagni. GRAZIE!!!!!!!!

p.s. un ulteriore grazie a tutte quelle persone che hanno messo a disposizione le proprie case, a quelle che sono venute a sentire, ed a quelle che nei giorni seguenti ci hanno incoraggiato…

Sotziu Sas Enas

 Boghes de pedde, sonos de ula … e…. s’abba a moggios… -23/08/19

l’avevamo pensata, poi scritta e ripensata, come ogni anno, alla fine in un attimo l’abbiamo, nostro malgrado, dovuta rivedere.

Se ora volessimo raccontare (anche ringraziare)  chi quella sera non  è potuto essere con noi , potremo dire che suoni e canti inizialmente sono stati quelli di un dispettoso Giove pluvio…

E’ stato proprio lui, di grigio vestito, ad aprire le danze di questa edizione dando vita ad un persistente set percussivo, un autentica, interminabile (quasi…)  e non desiderata jam session che si sbatteva, ma soprattutto si abbatteva, su grondaie, tegole, ciottoli e su tutti noi malcapitati ma inesauribili spettatori…

Tutto rinviato? Tutto finito?

Be non proprio anche perchè pian piano quel liquido set tambureggiante perdeva efficacia e per contro iniziavano a salire di tono quei primi ritmi “afro”e quelle danze tribali  che non lasciavano ormai più dubbi.

“Boghes de pedde”, nonostante tutto, era partita…

Sebbene in questa serata a far da cornice alla musica non siano stati i ciottoli, i vecchi portali e gli architravi di Aragonese memoria, bensì le mura dello spazio messoci a disposizione in un attimo dal comune, la carovana prendeva forma trasportando il suo carico sonoro che poi riversava, nelle varie “fermate”, la sua festa fatta di musica che rafforza rispetto ed amicizia…

Così nel viaggio il suono diventava sempre più intenso, Giove lasciava il posto ad un cielo  tinteggiato di note, canti in re, ballu tundu, chitarre, flauti, canti delle mondine, cantigos  a cuncordu…

… e pian piano “sonos de ula” si riappropriava della notte e del suo “essere”! Nonostante tutto…

Grazie infinite a:

comitato B.V.A. 2019 nostro partner

comune di Bortigali, Pro loco, Avis,  Brancoro,  Le Scigghiate,  Kristina Jacobsen, Coro Stella Splendes e Gigi Oliva, Andrea Cubeddu, African Union Sardegna, Michela Calabrese, Beatrice Muntoni, Antonio Idili e gruppo mini folk Bortigali, Bruno Maludrottu, Luigi di Martino, Giuseppe Contini, Tonino Pira, Adriano Piredda, Cuncordu Ortigalesu. Un grande grazie, ci sia consentito questo piccolo pensiero, anche a noi tutti di Sas Enas per averci creduto e lavorato tanto!

A medas annos.

Sotziu Sas Enas

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