Pasqua 2020 a Bortigali

Non è la stessa cosa seguire una funzione del Venerdì Santo in streaming senza il “Cuncordu Chidasantinu”, non è la stessa cosa nelle nostre comunità e nella nostra cultura, dove Cuncordu e “rito religioso” sono uniti in modo profondo e imprescindibile.
Perciò quest’anno vogliamo contribuire condivendo in rete attraverso sito, canale You Tube e Facebook i canti che a Bortigali accompagnano la Settimana Santa, insieme a una breve descrizione contenuta nel nostro libro e ad alcune fotografie scattate negli ultimi dieci anni.
Possiamo così ascoltare uno Stabat mentre in Tv guardiamo “S’iscravamentu”, o semplicemente ascoltare i canti immaginando di stare insieme al Cuncordu alla fine della giornata.
Forse quest’anno possiamo anche dare un significato diverso al nostro augurio: “Ateros annos menzus”
Bona Pasca
Sotziu Sas Enas

In fondo a questo articolo e nelle altre sezioni del sito trovate tutti i riferimenti ai video di YouTube e alle gallerie fotografiche.

La descrizione delle funzioni del Venerdì Santo tratta dal nostro libro:
“Bortigali, un paese e le sue pratiche musicali”
a cura di Ignazio Macchiarella, Sebastiano Pilosu
e dell’associazione Sas Enas
Ed. Nota (2015)

[…] I momenti rituali del Venerdì Santo sono quattro: Sas Chircas, s’Incravamentu, s’Iscravamentu e la processione del Cristo Morto. Il primo, Sas Chircas, è costituito da una processione che vuole evocare simbolicamente “la ricerca” (chirca in sardo) che la Madonna avrebbe fatto del proprio Figlio. Essa si svolge al mattino, intorno alle 8, e si dipana attraverso lungo un percorso fisso e prestabilito, con tre tappe in corrispondenza delle diverse sedi delle confraternite. Alla processione partecipano tutte le confraternite, con fazzoletti e altri segni di lutto, insieme con il prete e un seguito di fedeli costituito di norma da donne. All’interno del corteo si situa su chidasantinu preposto all’esecuzione di frazioni del Miserere solamente nel corso delle soste previste nei tre oratori. Durante tali soste, mentre i confratelli e i fedeli entrano in chiesa avvicinandosi all’altare, il gruppo dei cantori rimane infondo; al termine della preghiera prevista, recitata da prete, confratelli e fedeli, il gruppo dà il via alla propria esecuzione. Negli ultimi anni tale compito viene svolto dal cuncordu de Sas Enas. […] I cantori, di solito, indossano l’abito confraternale anche se non tutti sono confratelli, rinunciando però a coprirsi il capo.
[…] Al pomeriggio del venerdì si svolge s’Incravamentu che consiste nella rievocazione della Crocifissione e nell’innalzamento della Croce al centro dell’altare, una “azione teatrale” assai diffusa nei paesi della Sardegna. Sistemata la croce, ha inizio sa laudadura, l’adorazione ed il bacio del Cristo morto da parte dei fedeli, durante la quale il gruppo de Sas Enas canta delle parti del Miserere, alternandosi con il suono delle matràculas.
Al tramonto inizia il rito de s’Iscravamentu, la sacra rappresentazione della deposizione del Cristo dalla Croce, anche in questo caso secondo un modello di teatralizzazione religiosa ampiamente diffusa nell’isola.
[…] Il lungo rituale de s’Iscravamentu si svolge in un clima assai compassato. Durante esso il canto de su chidasantinu interviene più volte in dialogo con il celebrante, proponendo il Miserere. Momento culminante è lo schiodamento della statua realizzato da due confratelli rappresentanti Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea, i quali agiscono seguendo un copione memorizzato.
[…] Non appena la statua del Cristo è calata giù dalla croce su Cuncordu chidasantinu canta lo Stabat Mater. Si tratta di una esecuzione solenne e molto sentita dai protagonisti, dato il momento cruciale dell’azione rituale rappresentata. I cantori, posti sotto la navata laterale, tendono a accostarsi alle pareti, sfruttandone l’effetto di risonanza. Durante l’esecuzione la statua viene trasportata nella navata centrale, per essere toccata dai fedeli e quindi adagiata su una lettiga adorna di fresie bianche e lumini e presentato davanti alla statua dell’Addolorata. Nel frattempo i confratelli si preparano per il successivo evento, la processione del Cristo Morto. È il canto a dare i tempi dell’atto cerimoniale: terminato lo Stabat Mater, dopo qualche attimo, nello stesso punto della chiesa, su Cuncordu chidasantinu attacca l’Otava trista.
[…]

  • Le strofe più cantate del salmo 50 (Miserere)

Miserere mei, Deus,
secundum magnam misericordiam tuam.

Amplius lava me ab iniquitate mea
et a peccato meo munda me.

Tibi soli peccavi et malum coram te feci
ut iustificeris in sermonibus tuis et vincas cum iudicaris;

Averte faciem tuam a peccatis meis
et omnes iniquitates meas dele

Gloria Patri, et Filio:
et Spiritui Sancto.
Sicut erat in principio,
et nunc, et semper:
et in saecula saeculorum. Amen

  • Dello Stabat Mater (tradizionalmente attribuito a Jacopone da Todi, XIII secolo) invece si intonano solo due strofe:

Stabat Mater dolorosa
Juxta Crucem lacrimosa,
Dum pendebat Filius.

Cujus animam gementem,
Contristatam et dolentem,
Pertransivit gladius.

  • Otava trista (ampia descrizione alle pag. 62 e 63 del testo cit.)

Benid’ànghelos benide
con sos calighese in manu

De su samben soberanu
sos torrentes accollide

Già chi est mortu fizu meu
interrade puru a mie.

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